La direttiva sul diritto alla riparazione, entrata in vigore nel luglio 2024, incoraggia il consumo sostenibile agevolando la riparazione dei prodotti anziché la loro sostituzione. Tale direttiva diventa applicabile, aiutando i consumatori a risparmiare denaro, ridurre i rifiuti, estendere il ciclo di vita dei loro prodotti e limitare le emissioni di gas a effetto serra.

In virtù di questa direttiva i consumatori possono infatti chiedere la riparazione dei propri prodotti rotti (ad esempio smartphone, lavatrici o frigoriferi), anche dopo la scadenza della garanzia legale. La direttiva ha inoltre modificato la  direttiva (UE) 2019/771 sulla vendita di beni . La modifica prevede un anno aggiuntivo di garanzia legale per i consumatori che scelgono di riparare il prodotto anziché sostituirlo.

I fabbricanti devono offrire tali riparazioni a un prezzo commisurato ed entro un lasso di tempo ragionevole. Sono inoltre tenuti a fornire informazioni chiare sui loro siti web in merito ai propri servizi di riparazione e ai prezzi indicativi. Non saranno autorizzati a rifiutare la riparazione o a ricorrere a pratiche che la impediscano o scoraggino i consumatori dall’avvalersene. Infine i fabbricanti dovranno garantire l’accessibilità di pezzi di ricambio a prezzi abbordabili.

Gli Stati membri devono incoraggiare le riparazioni, ad esempio attraverso buoni o fondi per le riparazioni. La Commissione sta inoltre sviluppando una nuova piattaforma europea online per la riparazione che consenta ai consumatori di trovare facilmente servizi di riparazione nelle loro vicinanze.

Le officine di riparazione potranno fornire ai consumatori informazioni sui propri servizi tramite un modulo europeo standardizzato di informazioni sulle riparazioni. Ciò consentirà ai consumatori di confrontare più facilmente le diverse offerte di riparazione. Qualora l’officina scelga di fornire il modulo, le condizioni di riparazione ivi indicate dovranno rimanere valide per 30 giorni.

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