Dal 1° luglio 2026 l’Unione europea elimina l’obsoleta esenzione dai dazi doganali per i pacchi destinati all’e-commerce di valore inferiore a 150 €. La misura contribuirà a garantire condizioni di concorrenza più eque per le imprese europee e scelte più sicure per i consumatori, in risposta al crescente afflusso di miliardi di prodotti a basso valore acquistati online e importati nell’UE. I beni provenienti da paesi terzi, acquistati online e spediti direttamente ai consumatori, saranno ora soggetti a un dazio doganale di 3 € per articolo.

L’esenzione dal dazio per le spedizioni di valore inferiore a 150 € era stata concepita in un’epoca caratterizzata da acquisti online occasionali e da sistemi doganali molto meno digitalizzati. Oggi tale regime non rispecchia più la realtà e la sua abolizione corregge uno squilibrio strutturale che penalizzava da tempo le imprese dell’UE. In tutta Europa, le vie commerciali dei centri urbani si stanno progressivamente svuotando, con ripercussioni negative sull’occupazione locale e sulla vitalità delle comunità. Inoltre, il modello di e-commerce ad alta intensità contribuisce all’aumento dei rifiuti da imballaggio e delle emissioni legate ai trasporti, poiché i frequenti resi e le spedizioni su lunghe distanze accrescono l’impatto ambientale.

La misura ristabilisce condizioni di concorrenza eque tra gli importatori, assicurando che i rivenditori dell’UE che importano merci in grandi quantità e i grandi operatori dell’e-commerce con sede fuori dall’Unione competano nel rispetto delle stesse regole.

La rapida crescita del commercio elettronico ha anche comportato maggiori rischi per i consumatori. Un’indagine condotta a livello dell’UE nel 2025 ha rilevato che oltre il 60 % delle merci di basso valore che entrano nell’UE non è conforme ai requisiti dei prodotti o alle norme di sicurezza. Ciò significa che possono contenere ingredienti tossici o essere etichettati in modo errato, mettendo i consumatori in pericolo.

La nuova misura introduce anche la necessità di dichiarare gli identificatori del prodotto (PID). L’inclusione dei PID migliora le procedure di gestione e controllo dei rischi, contribuendo a far rispettare divieti e restrizioni. Ciò aiuterà le autorità a individuare in modo più efficace le merci non conformi e ad ampliare i controlli al di là delle singole spedizioni, al fine di coprire tutti gli articoli che presentano rischi simili. Ciò si applicherà su base volontaria a decorrere dal 1o luglio 2026 e diventerà obbligatorio a decorrere dal novembre 2026.

La tassa di 3 € è una soluzione transitoria, concordata dagli Stati membri dell’UE, quale risposta urgente alle sfide derivanti dalla rapida crescita del commercio elettronico. Dal luglio 2028 il centro doganale digitale dell’UE diventerà operativo, applicando i normali dazi doganali in base alla classificazione tariffaria, all’origine e al valore delle merci, conformemente alle norme vigenti/standard dell’UE in materia di dazi doganali.

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